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giovedì 29 maggio 2014

Baba Jaga



Un articolo di Mianna









Un paio di giorni fa Dindi ci ha parlato di una mostra di libri intitolata "Nel bosco di Baba Jaga". Subito mi è tornato in mente un vecchio libro che mi era stato regalato per la Prima Comunione nel lontano 1952.


Era - o meglio, è, perchè lo conservo ancora - un libro di fiabe russe intitolato "I tre regni" pubblicato dalla Casa Editrice Antonio Noseda di Como. Le fiabe sono narrate e illustrate da Irina Kessler. Ho cercato notizie di questa scrittrice/illustratrice in internet ed ecco cosa ho trovato:





" Non si hanno notizie della sua attività in Russia. La sua presenza a Milano è documentata dagli inizi degli anni Trenta: è del 1935 una sua traduzione, in collaborazione con la sorella Nina Kessler, di Il messo. Lettere dal Pomperag di G. D. Grebenščikov. In questi anni frequenta la Comunità russa milanese (il nome della sorella Nina è presente nel Libro delle Anime della Comunità russo-ortodossa di Milano) e la sua biblioteca, cui dona alcuni volumi. Nel fondo della Biblioteca Russa di Milano, presso l'Università degli Studi di Milano, si conservano tre libri recanti sul frontespizio la sua firma: F. G. Bernett, Tainstvennyj sad, per. s angl. R. Rubinoj, Moskva 1914; A. K. Tolstoj, Knjaz' Serebrjanyj. Rasskazy, s.l., s.d.; Anton Tschechow, Ausgewaehlte Erzaelungen: Mit Biographie und Einleitung. Bearbeitet und herausgegeben von Dr.Nicolai von Bubnoff. Heidelberg, Julius Groos Verlag, 1925.
In collaborazione con la sorella Nina cura il testo e le illustrazioni di un grazioso volumetto, edito dalla casa editrice milanese Selene nel 1945 e intitolato Il sarafan rosso, con il quale si intende confutare alcuni luoghi comuni sulla Russia e presentarne al pubblico italiano la vera immagine. Nello stesso anno e per la stessa casa editrice Irina Kessler crea e illustra L'isola del sogno, una raccolta di fiabe impressa in soli 1238 esemplari. Oltre che con l'editore Selene, collabora anche con l'editore Antonio Noseda di Como, con una casa editrice religiosa di Alba e con La Sorgente di Milano, per la quale cura le illustrazioni di due volumi, Il Piccolo Lord (1953) e Io sono la vita. Vangelo per ragazzi (1952) di Amelia Tondini Melgari, poi tradotto e riedito dalla Hawthorn Books Inc. di New York nel 1960."




Il libro è riccamente illustrato ma dai tratti del volto dei personaggi delle fiabe emerge una grande tristezza. Si tratta in genere di gente povera, di bambini orfani, di principesse infelici, insomma ai miei occhi di bambina queste fiabe mettevano paura.











































Ma il personaggio che più di ogni altro mi incuteva timore era la vecchia strega che viveva in una casa che poggiava su zampe di gallina, la strega chiamata Baba Jaga !








Se non ci credete, sentite cosa si scrive di lei...


























"Baba-Jaga è un personaggio della mitologia slava, in particolare di quella russa, e la figura immaginaria di un personaggio fiabesco.


Nei racconti russi impersona una vecchia strega che si sposta volando su un mortaio utilizzando il pestello come timone e che cancella i sentieri nei boschi con una scopa di betulla d'argento.


Vive in una capanna sopraelevata che poggia su due zampe di gallina, servita dai suoi servi invisibili. Il buco della serratura del portello anteriore è costituito da una bocca riempita di denti taglienti;le mura esterne sono fatte di ossa umane. In una variante della leggenda, la casa non rivela la posizione della porta finchè non viene pronunciata una frase magica.


Baba Jaga a volte è indicata come cattiva e a volte come fonte di consiglio; ci sono storie in cui la si vede aiutare le persone nelle loro ricerche e storie in cui rapisce i bambini per mangiarli.








A questa figura si collega "La leggenda dei tre Cavalieri"; il Cavaliere bianco,su un cavallo bianco con la bardatura bianca, che rappresenta il giorno; il Cavaliere rosso, che rappresenta il sole; il Cavaliere nero, che rappresenta la notte. Baba Jaga parlerà di loro a chi la interroga, ma può uccidere l'ospite che voglia sapere dei suoi servi invisibili.







Nella storia popolare di Vassilissa la bella,la fanciulla viene mandata a chiedere consiglio a Baba Jaga e viene schiavizzata dalla strega. I servi invisibili (un gatto, un cane,un cancello e un albero) tuttavia aiutano Vassilissa a fuggire perchè è stata gentile con loro. Alla fine della fiaba Baba Jaga è trasformata in pellicano."






























Va detto che a confronto di Baba Jaga, il lupo di Cappuccetto, la strega di Biancaneve e la matrigna di Cenerentola sono semplici dilettanti. In tutta franchezza non invidio i bambini russi... sarà per questo che da adulti hanno tutti uno sguardo triste???















































































1 commento:

  1. Se sperava di far cambiare idea sulla Russia non penso ci sia riuscita.... effettivamente poco attraenti i suoi disegni specialmente per dei bambini.

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